Edifici ad impronta di carbonio negativa
#Sustainability
2023-05-11Oggi si comincia a parlare di edifici rigenerativi, ovvero che non solo non danneggiano l’ambiente (e parliamo del loro intero ciclo di vita), ma lo migliorano. La loro costruzione non è parte del problema, ma parte della soluzione.
Il problema, come sempre, è di tipo economico.
Questo è il nostro progetto, secondo classificato al concorso #ReinventingCities del 2020, nell’area di Crescenzago.
Bello o brutto, aveva un grande pregio, era già un edificio rigenerativo, andando oltre le richieste del bando che chiedeva la neutralità carbonica. Perché secondi? Non lo so con certezza, ma sospetto fortemente che il problema fosse proprio quello economico. Ne eravamo consapevoli, e durante la seconda fase si è posto il problema nel gruppo di progettazione, multidisciplinare, con diversi studi e consulenti, ma di comune accordo abbiamo tutti deciso di proseguire nella direzione di raggiungere le richieste del bando a discapito della resa economica, pensando che senza raggiungere l’obbiettivo minimo avremmo comunque perso. Mossa evidentemente sbagliata. Attenzione, il rendimento economico c’era, ma credo non abbastanza elevato, tanto che alla presentazione dell’edizione successiva, l’Assessore ha detto chiaramente che non cercavano solo grandi idee per il clima (immodestamente ho pensato stesse parlando a noi), ma le idee più economicamente sostenibili, perché più probabilmente realizzabili.
Ha certamente ragione, ma qui si pone il vero problema: come rendere possibili richieste impossibili (Perché di questo si tratta)? Devono essere le richieste a ridimensionarsi o i guadagni?
Sarebbe facile da parte mia dire i guadagni, ma non credo, così come non possono essere ridimensionate le richieste utopiche (non possiamo permettercelo). Probabilmente è il momento di trovare nuovi modi per far quadrare i conti, ma non possiamo essere solo noi architetti a pensarci, perché anche se tanto si può fare sul rapporto prezzo/qualità, sotto un certo limite non si può andare.
Meccanismi economici (innovativi) e richieste utopiche (risolutive) devono essere progettate in partenza, altrimenti non è possibile centrare entrambi i risultati, non ai livelli che ci servono.