AriannaVilla”

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Tutto intorno a questa Villa, ne troviamo tantissime altre, tutte con tetti a due falde a copertura di volumi spesso rimaneggiati, e difficilmente semplici. Questo modo di costruire, oltre ad essere una prassi, è anche una regola imposta dal piano locale, che imponeva il tetto a padiglione. Il cliente è un uomo d’affari, immobiliarista e molto altro, che essendo incontenibile, sapevamo avrebbe chiesto nel tempo modifiche di ogni tipo. Di conseguenza abbiamo usato le regole per permettere al cliente di sfogarsi liberamente. Un tetto a padiglione svincolato da ciò che accade sotto di lui, dove i volumi possono muoversi liberamente e le superfetazioni siano accettabili (puntualmente avvenute).
Nonostante questa coerenza con il carattere del cliente, la sua approvazione ed entusiasmo per il progetto, durante la sua esecuzione, durata 19 anni (non è colpa nostra, giuro), molte sono state le aggiunte di carattere prettamente estetico che ha fatto senza avvisarci. In un edificio dal carattere molto moderno, con linee pulite e vetrate ovunque, ci ha inserito decori ed elementi non previsti come colonne con capitello ed un sole intarsiato nel marmo di rivestimento di facciata. Ripeto: di nascosto.
Aveva già realizzato architetture contemporanee, ed era tornato per farne di altre, quindi il problema non era se gli piacessero o meno, il punto era che voleva aggiungere qualcosa di suo.
Ogni volta che vedo il sole intarsiato sulla facciata di questa villa, vedo la materializzazione del desiderio delle persone di esprimersi.